In questo numero (editoriale)

La forza del cambiamento

Nella vita di ogni uomo c’è una grande forza di cambiamento. Si tratta di scoprirla, di ritrovarla, di metterla in azione. Il cambiamento, quando è vero, è la conseguenza di un incontro, è il desiderio che sorge impellente come risposta all’opera gratuita di un Altro. Lo vediamo nei grandi personaggi biblici che don Sandro Carotta osb. passa in rassegna nella rubrica «Compimenti», questa volta Mosè ed Elia, entrambi attraversati da trasformazioni radicali. È stata l’esperienza di Francesco d’Assisi, che del Crocifisso di S. Damiano ha fatto «il modello e la meta della sua avventura interiore» di cristificazione, fino al dono delle stimmate, per p. Stefan Acatrinei ofmconv. «conseguenza della sua capacità e della sua determinazione di ringraziare Dio e di restituire a Lui qualsiasi dono, consacrandolo in tal modo a Lui». Accanto a Francesco, Chiara, la sua “pianticella”, impegnata come lui in una relazione sempre più profonda con il Signore Gesù e in una «finissima opera di tessitura e di “riparazione”»: «il tessuto della Chiesa, il tessuto della vita di ciascuno, ferito e strappato e sgualcito in mille modi» (m. Chiara Cristiana Mondonico osc.).
         Gesù, come una «rivoluzione» e come un «terremoto», «è venuto a cambiare radicalmente la vita, a rovesciarla!» (Roberto Benigni in «Lo sguardo»). Ci viene a prendere lì dove siamo, dà la vita per noi prima che noi cambiamo. Di fronte all’esperienza della misericordia, il cuore si arrende e desidera cambiare. A modello di Maria, «la prima creatura autenticamente tempio dell’Altissimo», si diventa pietre viventi, il nuovo tempio in cui abita lo Spirito e di cui l’edificio materiale è simbolo (Luciana Maria Mirri).

Così per le clarisse di Iglesias, che in occasione del 25° anniversario del monastero hanno restaurato e rinnovato la loro chiesa-santuario.

Il Signore vuole farci rinascere continuamente, far sì che diventiamo pienamente noi stessi. L’umanità allora attrae. Lo hanno dimostrato le migliaia di persone in pellegrinaggio ad Assisi dinanzi ai resti di san Francesco. Volevano «imparare da lui a diventare uomini umani» (Marco Bartoli). Francesco e Chiara ci testimoniano che il progetto di Dio, se accolto, si rivela «la prospettiva più bella e appagante che potremmo desiderare per la nostra vita» (una giovane probanda del monastero S. Maria di Monteluce in S. Erminio di Perugia, Elisa Curti, ci racconta il suo incontro con i due santi). Oggi come ieri. Sr. Chiara Lucia Brunetti osc. prosegue la presentazione della tesi di laurea di sr. Chiara Augusta Lainati, da cui traspare un grande e devoto amore per la santa di Assisi.
         Dio continua a scommettere sul nostro cuore, creato a sua immagine. Le nostre difese e le nostre chiusure, le nostre resistenze e i nostri errori non lo spaventano. «Una persona che si rialza dopo essere caduta è più forte di prima», ha sostenuto papa Leone XIV dinanzi ai detenuti del carcere di Bata, in Guinea Equatoriale (22 aprile). E nella successiva udienza generale ha ricordato il canto di ringraziamento a Dio e al Papa di quei fratelli, che chiedevano di pregare «per i loro peccati e la loro libertà»: «Non avevo mai visto nulla di simile. E poi hanno pregato con me il “Padre nostro” sotto una pioggia battente. Un segno genuino del Regno di Dio!» (29 aprile).

 

 

m.m.c.