In questo numero (editoriale)

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«Viandanti fatti della stessa carne umana»

 

Abbiamo da poco celebrato la prima giornata internazionale della fratellanza umana, voluta dall’assemblea generale delle Nazioni Unite nell’anniversario della storica firma di Abu Dhabi tra papa Francesco e l’imam di Al-Azhar, Ahmad Al-Tayyeb, il 4 febbraio 2019. Siamo contente di offrire un approccio all’enciclica Fratelli tutti (sr. ANGELA EMMANUELA SCANDELLA), accostata a partire dalla nostra forma di vita contemplativa. Dopo aver colto di ogni capitolo le suggestioni più importanti e le coordinate teologiche di fondo, nella grande inclusione tra le figure di Francesco di Assisi e di Charles de Foucauld, l’autrice evidenzia «la fraternità nella povertà, intesa come una postura dell’esistenza, un atteggiamento onnicomprensivo verso la vita»: una direttrice lungo la quale la Chiesa è invitata a camminare e che coinvolge in primis la nostra vocazione. Anche il ripetuto passaggio nell’enciclica dall’universale al locale, la custodia dell’umano, del senso della storia, del significato pieno di parole come libertà, unità, rispetto, gratuità, solidarietà, amore, carità, la capacità di mediazione e di comunione, l’«incontro diretto con i limiti della realtà» (FT 47), il dialogo, tutti questi aspetti vengono declinati nell’alveo della nostra vita comunitaria. Ci si può congedare dalla lettura dell’enciclica solo mettendosi in gioco in prima persona con coraggio e con speranza: «perché “come posso tornare da mio padre senza mio fratello?” (cf. Gen 44,34)».

Anche oggi, come ai tempi di Chiara e di Francesco, ci è dato di rispondere alle istanze e al travaglio della nostra società (le CLARISSE DI IGLESIAS); è possibile se accogliamo l’aspetto ontologico, oggettivo, della novità della vita battesimale (p. ALFIO MARCELLO BUSCEMI), se Cristo, «carezza del Padre», plasma l’anima e i gesti della nostra quotidianità (don SANDRO CAROTTA). «Oggi non c’è tempo per l’indifferenza. Non possiamo lavarcene le mani, con la distanza, con la non-curanza, col disinteresse. O siamo fratelli – sono state le accorate e vibranti parole del Santo Padre, nel videomessaggio in occasione della prima giornata internazionale della fratellanza umana –, o crolla tutto. È la frontiera. La frontiera sulla quale dobbiamo costruire; è la sfida del nostro secolo, è la sfida dei nostri tempi».

Secondo la suggestiva esegesi dogmatica che nel 1930 Sergej Bulgakov ha fatto di Giovanni 19,34, la terra stessa e quindi l’umanità intera è il calice che al momento della crocifissione ha raccolto il sangue e l’acqua sgorgati dalla ferita del fianco di Cristo (cf. «Lo sguardo»). La vita del Signore incarnato continua oggi sulla terra e la santifica, preparandola all’incontro. Possiamo sognare, tutti insieme, «come un’unica umanità, come viandanti fatti della stessa carne umana» (FT 8): la Sua. Santa Pasqua di risurrezione a tutti!

m.m.c.